Cosa cambia dal 26 settembre 2015

Dal 26 settembre 2015, per poter essere immessi sul mercato, i sistemi per il riscaldamento e la produzione di acqua calda sanitaria dovranno rispettare i requisiti minimi di efficienza energetica e di emissioni di CO2 ed essere corredati di apposita etichetta energetica, per una trasparente informazione nei confronti dei consumatori. 

Dovranno, cioè, essere in linea con le normative ErP – Energy Related Products

NUOVE NORME LIBRETTO DI CALDAIA

A breve entreranno nel vivo le nuove norme in materia di libretto della caldaia, caldaie a condensazione e termoregolazione. E questo allo scopo di migliorare l’efficienza energetica degli immobili e ridurre i consumi a carico dei proprietari.

Caldaie e nuovi libretti

Ricordiamo che, dal 15 ottobre del 2014, è entrata in vigore la riforma sui nuovi libretti di impianti per climatizzatori e caldaie. Numerose le novità: innanzitutto la normativa non si applica più solo alle caldaie, ma anche a qualsiasi impianto di riscaldamento e condizionatori; in secondo luogo, sono cambiate le regole per la compilazione del nuovo libretto. Per i dettagli, sotto riportiamo la nostra guida “Nuovo libretto per caldaie e condizionatori: chi deve adeguarsi e come”.

Nuovi divieti per le caldaie

Il 26 settembre 2015, inoltre, scatta il divieto di produzione delle caldaie non a condensazione, che usano una tecnologia non efficiente. Lo stesso dicasi per tutti gli apparecchi per il riscaldamento e la produzione di acqua calda sanitaria che superano determinati limiti di emissioni.

Ad esempio le caldaie tradizionali (non a condensazione) a camera stagna non potranno essere più fabbricate. Allo stesso modo, già a partire da agosto 2015 non potranno più essere prodotte caldaie con pompe a bassa efficienza.

L’obbligo si rivolge ai produttori e non ai cittadini: pertanto, ammesso e non concesso che un consumatore acquisti un vecchio impianto non più in regola in un negozio, è libero di installarlo.

Impianti di termoregolazione

Infine, il 31 dicembre 2016, in tutti i condomini che hanno installato un sistema di riscaldamento centralizzato bisognerà introdurre sistemi per la termoregolazione del calore, onde calcolare i consumi per ciascun singolo appartamento.
Per chi non si adeguerà, scatteranno sanzioni (differenti in alcune Regioni rispetto agli importi fissati a livello nazionale).

Nuova etichetta

In ambito UE viene introdotta una nuova etichetta energetica obbligatoria che varierà da A++ fino a G. Essa servirà poi a fornire informazioni ulteriori sul prodotto, come la potenza o le emissioni sonore.

 

GUIDA AL NUOVO LIBRETTO D'IMPIANTO

Soggetti tenuti al nuovo libretto

In pratica, con l’ingresso della nuova normativa, i possessori di caldaie tradizionali – già dotate del libretto – saranno tenuti a rinnovarlo con la compilazione del nuovo modello. Tuttavia, il vecchio libretto, già in uso per le caldaie tradizionali, non deve essere buttato, ma conservato, così come già avvenuto nel 2003. Pertanto, giusto per fare un esempio, un impianto installato nel 2002 avrà ora tre versioni di libretto: il modello del 1993, del 2003 e ora quello del 2014.
L’obbligo di adeguare (o meglio “affiancare”) il libretto vecchio con quello nuovo vale innanzitutto per i possessori di caldaie tradizionali.

Inoltre l’obbligo del nuovo libretto di impianto, fino a ieri vincolante solo per le caldaie tradizionali, oggi viene esteso anche a chi ha, in casa o in ufficio, condizionatori (in Lombardia, solo per quelli oltre i 12 kW) e qualsiasi altro tipo di riscaldamento (pompe di calore, cogeneratori, teleriscaldamento, dispositivi alimentati da fonti rinnovabili). In pratica, si parla di tutti gli impianti termici, installati per la climatizzazione invernale ed estiva degli ambienti. Per questi soggetti, per i quali prima non sussisteva alcun libretto, si tratta quindi di una compilazione “ex novo”.

Restano esentati dall’obbligo solo gli scaldacqua per uso igienico-sanitario a servizio di immobili a uso abitativo (quindi, in caso di installazione in un ufficio o in una palestra, il libretto è necessario).

Tempi per l’adeguamento

Per l’adeguamento non c’è fretta: infatti i titolari di tali impianti non sono tenuti a mettersi subito in regola: potranno infatti farlo in occasione del primo controllo utile sull’efficienza del dispositivo.

Che cosa è il libretto

Si tratta di un documento nel quale viene annotata e certificato ogni momento della vita dell’impianto (dalla prima accensione alla demolizione). Vi vengono quindi annotate modifiche, sostituzioni di apparecchi e componenti, interventi di manutenzione e di controllo, valori di rendimento, cambi di proprietà.

Quali sono le novità del nuovo libretto

Il nuovo modello in vigore dal 15 ottobre scorso non si fonda più su due tipologie di moduli (uno riferito alle centrali e l’altro al singolo impianto) ma su un modulo unico, personalizzabile, costituito da tante schede, usate e assemblate in funzione delle componenti dell’impianto.
Chi compila il libretto

Per gli impianti termini nuovi, tenuti a compilare il nuovo libretto – assumendone quindi le relative responsabilità – è solo la ditta installatrice.

Invece per quelli vecchi – sia nel caso di aggiornamento del libretto delle vecchie caldaie tradizionali, sia nel caso di compilazione ex novo degli altri apparecchi già esistenti (per es. un condizionatore) – la compilazione spetta al responsabile dell’impianto.

Il responsabile dell’impianto è, nel caso di un appartamento, la persona che fisicamente ci abita; invece, nel caso di condominio, l’amministratore (che a sua volta può delegare a un terzo responsabile).

Dove si può ritirare il nuovo modello di libretto

Il modello può essere scaricato dal sito del Mise. In questo modo il cittadino potrà predisporlo senza l’aiuto di un tecnico.

Il rapporto di controllo

Il rapporto (cioè l’obbligo dell’invio di un documento tecnico che attesta la verifica di efficienza effettuata all’ente preposto su ogni territorio alla gestione del catasto impianti) scatta solo per impianti di riscaldamento con potenza maggiore di 10 kW e di condizionamento con potenza maggiore di 12 kW.

A differenza del libretto si distingue in 4 tipologie (riscaldamento a fiamma e combustione, condizionamento, teleriscaldamento, co- e trigenerazione).

La manutenzione periodica

La manutenzione è la revisione periodica dell’impianto termico. Va effettuata con le modalità e tempi indicati dalle prescrizioni e nei tempi contenuti nelle istruzioni tecniche dell’apparato.

In genere, è definita all’atto dell’installazione dall’impresa esecutrice. Le informazioni relative alla manutenzione sono contenute in un documento separato rispetto al libretto e che viaggia in parallelo.

La verifica di efficienza

La verifica dell’efficienza è fissata per legge e serve a controllare che, nel tempo, l’impianto continui a consumare una stessa quantità di energia a fronte del fabbisogno necessario per garantire un uso standard.

La periodicità delle verifiche è prevista dalla legge [2], a seconda della potenza e tipologia dell’impianto. Le Regioni, che hanno legiferato con proprie leggi in materia, hanno stabilito sui territori periodicità di controllo diverse da quelle statali.

Le sanzioni

Le sanzioni variano da 500 a 3mila euro a carico di proprietario, conduttore, amministratore di condominio o terzo responsabile che non ottemperino ai propri obblighi.

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